Celidonia sta cercando nuovi volontari

MELZO (mr5) Avrà inizio il 17 marzo il nuovo corso per diventare volontari di Celidonia, l’associazione che presta servizio nel reparto di Cure palliative dell’ospedale Santa Maria delle Stelle.

Le cure palliative danno un valore all’ultimo tratto della vita, che può e deve essere vissuta con dignità, senza sofferenza fisica e psicologica, in un ambiente pensato il più possibile simile a una casa, uno spazio in cui il rispetto del bisogno più intimo di una persona. L’Hospice di Melzo è tutto questo grazie alla professionalità dell’équipe socio-sanitaria e all’attenzione dei volontari. Celidonia, infatti, è nata nel 2024 per affiancare i medici e gli infermieri che lavorano nel reparto. L’associazione si inserisce con discrezione in questo delicato percorso, offrendo la presenza dei suoi volontari, l’ascolto dei piccoli gesti che contribuiscono ad alleviare lo sconforto del malato e della sua famiglia.

La neo presidente Adella Villa descrive così una giornata in reparto:
«Il volontario entra in una stanza in punta di piedi e si trova la chiave di accesso al cuore dell’ospite: mette a sua disposizione l’ascolto di storie e racconti che non sono solo espressioni di dolore e di malattia. Sono storie di vita, di famiglia, di luoghi di lavoro, di ricordi felici e tristi. Spesso c’è addirittura spazio anche per il sorriso e talvolta anche per l’amicizia e, con i familiari, per la reciproca stima e il ricordo della persona amata».

Questa forma di volontariato offre il proprio servizio animata e rappresenta un cammino di valore e crescita personale per gli stessi volontari. Per chi desidera provare a intraprendere questa via è previsto un corso di formazione che si svolgerà in ospedale. Le lezioni si terranno il martedì dalle 14 alle 16, per un totale di due incontri al mese, tra marzo e maggio.

Il corso affronterà temi generali introduttivi (per esempio cosa sono le cure palliative e quali sono i vari setting di cura) e temi più specifici quali il dolore fisico e globale, la relazione con il paziente terminale e con la sua rete affettiva, la dimensione emotiva e psicologica dell’accompagnamento. Oltre agli interventi del medico oncologo, dello psicologo e della dottoressa di reparto, ci sarà spazio per le testimonianze dei volontari che hanno già intrapreso questo cammino. Al termine del percorso si dovrà fare una scelta ponderata confrontandosi con lo psicologo e ciascuno potrà decidere se intraprendere questa esperienza.

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